Palazzo Guidobono | MA-De

Reperti

Contro la sfortuna

Braccialetto costituito da un cerchio in verga allargata per battitura in modo da formare una teca convessa ovoidale; la chiusura a viticci consentiva di regolare il diametro a seconda della misura dell’avambraccio.

Il monile fa parte di un tipo ben frequente in Italia settentrionale (e non solo) nei secoli I e II d.C., solitamente realizzato in bronzo. Le varianti sono numerose, ma tutte presentano una teca, apribile o sigillata. Riguardo alla funzione della cavità, sono state formulate varie ipotesi, poiché sono state trovate quasi sempre vuote. Conosciamo però un braccialetto da Avenches, in cui erano state collocate delle sferette di bronzo, facendo dedurre che avesse un valore apotropaico, in quanto le palline metalliche provocavano dei tintinnii, in conseguenza dei movimenti di chi lo indossava. 

Nell’antichità si riteneva che gli strumenti sonori allontanassero gli effetti maligni e perciò campanelli e sonagli erano donati ed erano indossati soprattutto dalle persone più fragili della società come donne e bambini, ma anche soldati ed altre categorie non disdegnavano di essere accompagnati e tutelati da oggetti sonanti. Al valore profilattico si aggiungeva poi la gradevolezza del suono argentino che poteva rallegrare, ma indicava anche gli spostamenti di chi indossava l’amuleto, e risultava particolarmente utile nel caso di bambini. I valori protettivo e utilitaristico si assommavano anche nel caso di campanelli appesi al collo di animali.

Ci è noto il contenuto di un altro braccialetto, da Altino, nella cui teca era inserita una moneta. In questo caso avremmo un assommarsi di valenze, poiché la moneta aveva già di per sé un valore apotropaico, naturalmente oltre a quello funzionale, ma avrebbe potuto provocare anche un rumore muovendosi nel vano bronzeo.

Il monile di Tortona può essere definito un “braccialetto sonoro”, che rallegrava e proteggeva chi lo indossava, in questo caso un individuo adulto, a giudicare dal diametro. 

Collocazione: Palazzo Guidobono, Museo Archeologico Dertona. Sala 3-Oggetti per l’aldilà.
Tipologia di opera: reperto archeologico.
Ambito culturale: età romanaalta età imperiale.
Tecnica: oggetto d’ornamento in bronzo fuso.
Provenienza: Tortona, località Rosé Faceto-strada Viola, tomba 3.

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